Ci eravamo lasciati con gli appunti del prete di Tressa (Saccardi) scritti di proprio pugno a fine Ottocento e relativi alle condizioni meteorologiche. Avevamo anche commentato quanto fossero importanti per lui i battesimi in quanto costituivano una fonte di entrata economica, ma adesso ci soffermeremo sul lato più serio e caritatevole del personaggio.

Naturalmente è da rilevare, se mai ce ne fosse bisogno, come alla fine di questo secolo la mortalità infantile fosse ancora altissima. Come per lo scorso articolo, i commenti del prelato saranno scritti in corsivo.

16 febbraio 1895, battesimo di Ceccherini Benedetto di Costantino... “campò neanche un giorno”.

16 febbraio 1895, battesimo di Ceccherini Fortunato gemello del precedente… “campò neanche un giorno.”

2 marzo 1896, nato il 29 febbraio, Fanetti Pietro di Gasparo e Ersilia Vigni... “Morì pochi minuti dopo nato”.

4 marzo 1896, battesimo di Faleri Antonio di Niccolò... “Non fece altro che piange. Aveva ragione perché era malato gravemente.”

25 agosto 1896, battesimo di Ciani Agostino di Cesare... “Fu battezzato da Rosa Migliorini nell’atto di nascita 20 minuti prima della morte.”

18 ottobre 1896, battesimo di Franci Maria di Giulio... “È sorella gemella di una bambina nata morta e anche lei poverina chi sa se campa.

 

E anche le morti di giovani non più in fasce, quelle di parto e le disgrazie non si contavano:

23 luglio 1895, morte di Pacini Giovanni di Luigi e Palmira Saracini 21 anni barrocciaio... “Era un buon ragazzo, morì affogato mentre si lavava alla foce della Tressa; io accorsi subito sperando almeno di essere in tempo a dargli l’assoluzione, e siccome era stato tratto fuori alla sinistra riva dell’Arbia, passai a tresco ma arrivai là era morto. La mattina m’aveva chiesto bere al pozzo, era sceso dal barroccio ed era venuto a bere, trovò il cancello chiuso, io gli portai la brocca allo steccato. E dire che davo bere a un moribondo!

21 agosto 1895, morte di Teucci Giuseppe di Giulio e Lucrezia Ciacci detta Angiolina 18 mesi... “Era un caro bambino. Era il mio coccolo! Quant’era grazioso quando lo menavo a tirare i sassi nel fiume della Tressa. Morì non si sa di che malattiaccia. Alla malattia si aggiunse l’astinenza dal cibo.

5 gennaio 1896, battesimo di Faleri Angelo fu Angelo... “Orfano prima di nascere. È de’ Faleri di Borgovecchio.

 

Un’ usanza ormai perduta era quella di infilare un pizzico di sale nella bocca del neonato dicendo “ricevi il sale della sapienza come aiuto ad entrare nella vita eterna” e forse a quest’antica tradizione si riferisce anche il nostro prete Saccardi:

14 ottobre 1895, battesimo di Cresti Assunta di Antonio... “Scapeava per via del sale. Gliene detti troppo.

27 marzo 1896, battesimo di Lenzini Annunziata di Andrea... “Venne cogli occhi aperti; biasciò il sale parecchio e pianze.

27 febbraio 1898, battesimo di Lorenzini Maria di Luigi... “Troppo sale, pianze sempre”.

 

Spesso gli appunti del Saccardi raccontano anche piccole pillole su come appariva il bambino ai suoi occhi o comunque qualche curiosità sul nascituro e sui suoi genitori:

6 agosto 1894, battesimo di Ottorino Tiezzi di Giuseppe... “è figlio del fattore di Sarteano.”

12 maggio 1895, battesimo di Fanetti Michele di Sabatino... “Fu battezzato a occhi aperti e dopo battezzato si bevve.”

25 giugno 1895, battesimo di Anselmi Domenico di Giovanni... “Smanettava.”

26 giugno 1895, battesimo di Lippi Bernardino di Valente... “Vispo!!!! Prese la candela da sé.”

14 luglio 1895, battesimo di Bari Angiolino di Luigi... “Guardava.”

4 febbraio 1896, battesimo di Rosi Ezio di Bartolommeo... “È figliolo di Meio Sballa. Ha il pelo nel viso lungo come il suo babbo in tasca”.

19 febbraio 1896, battesimo di Corbini Virgilio di Giovanni... “Niente di nuovo. Mi guardava

22 luglio 1896, battesimo di Ghezzi Maria Margherita di Angiolino... “Il padre era andato all’Osservanza senza cappello.

6 aprile 1896, battesimo di Soldati Settimia di Rinaldo... “Rinnovò il Fonte.”

5 giugno 1897, battesimo di Caliani Giovanni di Giocondo... “Ruppe il fonte.”

21 aprile 1896, battesimo di Chiantini Elena di Bernardino... “È figliola di Bernone quello de’ moccoli”. (Per moccoli si intendono ceri e candele)

7 maggio 1896, battesimo di Tortoli Caterina di Giuseppe... “Sbadigliava”.

 

Un’altra usanza del battesimo, alla quale il prete Saccardi teneva molto, era l’utilizzo di acqua rigorosamente fredda per la benedizione e non ammetteva assolutamente che si riscaldasse:  

8 gennaio 1896, battesimo di Teucci Giuseppa di Giulio... “Fu battezzata a acqua tiepida, ma ribadisco che si battezza sempre a acqua diaccia.

7 febbraio 1896, battesimo di Casacci Angiolina di Sabbatino... “Il suo babbo ch’era presente voleva che la battezzassi a acqua calda. Ma io acqua diaccia!”

22 marzo 1896, battesimo di Fanetti Igino (detto Gino) di Angelo... “Boncitto! Chiappò la stola da sé e la tenne sodo. Lo battezzai ad acqua diaccia; frignò un pochino. Chiappò la candela da sé... Chi lo sa ch’è”.

 

Nonostante fosse un prete infine, il Saccardi non era insensibile ai pregiudizi e alle credenze popolari come ci dimostra nel seguente appunto:

13 marzo 1896, battesimo di Bernazzi Guido di Valente... “Male!! È nato di venerdì di marzo e il dì 13.  Io son nato di venerdì e nella luna di marzo, sono un disgraziato, figuriamoci lui che è nato anche il dì 13!

 

Dagli appunti del parroco di Tressa infine, si possono scoprire anche altre cose interessanti, come la tradizione di “fare i burattini” nei giorni di carnevale:

2 marzo 1896, battesimo di Vigni Eugenio di Costantino e Assunta Bernazzi (1 anno e 2 mesi) “ero a Monteroni a fare i burattini essendo il Giovedì Grasso; per via di questo con Angiolino mi toccò a tornare a casa. Ma poi vedi bene che ritornai a Monteroni”.